A quanto ricordo, le mie prove cominciarono in un giardino di Tebe
Hekatompylos, quand'era imperatore Diocleziano. Avevo militato (senza gloria)
nelle recenti guerre egiziane; ero tribuno d'una legione ch'era stata
acquartierata a Berenice, di fronte al mar Rosso: la febbre e la magia
avevano consumato molti uomini che magnanimi bramavano il ferro. I mauritani furono vinti; la terra già occupata dalle città ribelli fu consacrata in eterno agli dèi plutonici; Alessandria, espugnata, implorò invano la misericordia del Cesare; in meno d'un anno le legioni riportarono il trionfo, ma io scorsi appena il volto di Marte. Tale privazione mi dolse e fu forse la causa che mi spinse a scoprire, attraverso paurosi ed estesi deserti, la segreta Città degl'Immortali.
avevano consumato molti uomini che magnanimi bramavano il ferro. I mauritani furono vinti; la terra già occupata dalle città ribelli fu consacrata in eterno agli dèi plutonici; Alessandria, espugnata, implorò invano la misericordia del Cesare; in meno d'un anno le legioni riportarono il trionfo, ma io scorsi appena il volto di Marte. Tale privazione mi dolse e fu forse la causa che mi spinse a scoprire, attraverso paurosi ed estesi deserti, la segreta Città degl'Immortali.